Non sono un tenore ma un uomo che canta da tenore - 25/06/2015 Lecce
LECCE – Prende il via dal Teatro DB d’Essai di Lecce giovedì 25 giugno il tour del tenore salentino Francesco Spedicato.
L’artista, che presenterà sul palco il suo ultimo lavoro discografico “Non sono un tenore ma un uomo che canta da tenore”, approderà con la sua musica anche nei teatri d’oltreoceano pronto a replicare il successo ottenuto lo scorso anno in Cina e in Argentina, dove la stampa nazionale gli attribuì l’appellativo di “El divo”.
Il disco e lo spettacolo sono la sintesi di un progetto finalizzato alla rivalutazione del teatro, del belcanto “made in Italy” e le formazioni a plettro come indica la scelta degli strumenti che accompagnano il tenore in una sorta di viaggio musicale che ruota intorno alla figura del protagonista – l’uomo che canta da tenore. Un personaggio chiaramente ispirato al tenore leccese Tito Schipa. La nuova avventura musicale dell’artista salentino partirà proprio dalla sua amata città.
“Il titolo del disco e dello spettacolo – spiega l’artista – è un sentito tributo al grande tenore Tito Schipa, autentico simbolo dell’internazionalità leccese. Un vero e proprio viaggio nel repertorio della canzone classica con Vivere e Torna Piccina dell’intramontabile Bixio, passando per Napoli con brani celebri, ‘O Sole mio, Reginella, Spingule francese, I’ te vurria vasa’, Marechiare e Torna a Surriento e tornando in Puglia con le note di Nino Rota in Brucia la luna e brani cult dell’indimenticabile Domenico Modugno: Nel blu dipinto di blu e Vecchio Frack”.
Il disco prodotto dall’associazione “Orpheo per l’alba di domani” è il risultato della sinergia del tenore Francesco Spedicato, le vibrazioni dell’Hathor Plectrum Quartet (Antonio Schiavone, mandolino; Roberto Bascià, mandolino; Fulvio D’Abramo, mandola; Vito Mannarini, chitarra) e le percussioni di Matteo Spedicato con la partecipazione straordinaria di Carolina Bubbico che duetta una splendida “Amapola”. Il cd, che vanta la supervisione musicale del Maestro Eliseo Castrignanò, si chiude con Lecce mia (Rusciuli) siglando il sentito omaggio all’usignolo leccese.
Quasi ad inseguire le tracce audio ci sono alcuni testi a firma dello stesso autore e interpretati da Matteo Padula. Lo spettacolo vedrà la proiezione in anteprima del videoclip, interamente girato nel Salento, realizzato dalla visual artist statunitense Laura Clifton Byrne e la partecipazione di un giovanissimo talento salentino Claudia Presicci.